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La realtà virtuale apre nuove frontiere: siamo pronti a cavalcare l’onda?

Se ne parlava molto negli anni ’90, poi è scomparsa dalla circolazione e oggi è tornata prepotentemente sotto i riflettori.

Stiamo parlando della realtà virtuale.

Quali sono le sue potenziali applicazioni durante gli eventi?

Partiamo da una considerazione. Oggi la realtà virtuale non è più un’esperienza esclusivamente individuale. Oggi aziende e sviluppatori sono impegnati a creare esperienze immersive collettive e condivise.

Qualche esempio?

  • Jaguar ha utilizzato la realtà virtuale per presentare in maniera innovativa la nuova concept car I-PACE: una postazione per ben sei partecipanti, uno dei più grandi progetti di VR mai realizzati fino ad ora
  • Samsung ha realizzato in occasione di CES 2017 un simulatore spaziale in 4D, dove i partecipanti potevano interagire nello spazio virtuale attraverso i visori Samsung Gear
  • Citi ha creato un’intera campagna di marketing basata sulla realtà virtuale applicata ai concerti dal vivo

Tutto molto interessante, ma inevitabilmente impegnativo. Basti pensare che il progetto Jaguar si è basato su 114 computer, 66 visori e 59 schermi ad altissima risoluzione.

Le applicazioni della realtà virtuale durante gli eventi sono pressoché infinite. Qualche esempio?

  • Immaginiamo un congresso scientifico: i partecipanti potrebbero approfondire contenuti complessi attraverso un’esperienza simulata
  • Immaginiamo un lancio di prodotto: il pubblico potrebbe toccare con mano le caratteristiche del prodotto e i suoi contenuti aumentati
  • Immaginiamo una convention corporate: gli ospiti potrebbero usufruire di contenuti virtuali per scoprire le ultime novità dell’azienda

Sono solo alcuni semplici esempi, ma che aprono nuove frontiere per il nostro lavoro.

Cosa ne dite?